lunedì 25 luglio 2011

Una giornata a Manchester - la citta' vista dagli occhi di un lettore


Cari amici vicini e lontani,
inaspettatamente (per Voi) torno a pubblicare un post su questo blog ma questa volta l'autore non sono io sotto scritto medesimo ma bensi' uno dei lettori (uno dei piu' fedeli devo dire) che recentemente e poco prima che lasciassi la citta' mi e' venuto a trovare in quel di Manchester..
Alla fine del suo tour mi aveva anche promesso che avrebbe scritto un post per il blog...ed ecco il post a seguire.
Buona lettura!

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La scorsa settimana sono stato a Manchester. In realtà per fare quello che dovevo fare mi sarebbe bastata una mezza mattinata. Ho però deciso di arrivare un giorno prima in modo da fare la conoscenza di un blogger palermitano (Ciao Daniele...anzi Dinieli per dirla all'inglese!!!) che seguo da circa 3 anni. Tralasciando almeno per adesso quello che dovevo fare a Manchester (giuro che posterò a proposito la
prossima volta perchè ritengo di poter dare dei consigli che potrebbero tornare utili a chi cerca lavoro lì nel settore IT Security) voglio un pò raccontarvi la città. Allora anzitutto per uno come me abituato al sole almeno 300 giorni all'anno è stato un impatto davvero traumatico sopportare le temperature rigide (7/8 gradi a luglio) soprattutto di notte. Considerate poi che nella mezza giornata del pomeriggio in cui sono arrivato, avrà iniziato e smesso di piovere almeno 11 volte. C'è stato un momento tra le 18:00 e le 19:00 che tentavo di uscire dalla porta dell'albergo per fare un sopralluogo nel posto dove sarei dovuto andare l'indomani mattina. Però appena facevo pochi passi (fortunamente il posto era di strada) ricominciava a diluviare. Quindi mi rifugiavo ancora dentro l'hotel e compiaciuto mi riavviavo per strada quando, poco dopo, spuntava un sole pieno come se fosse sempre stato lì. Il tempo di fare mezzo km di strada a piedi ed ecco ancora il diluvio universale. Mi è successo questo scherzetto almeno 4 volte. La terza volta ho bestemmiato!

Ma partiamo dall'inizio. Arrivo a Manchester alle 16:00 circa in tempo per prendere il treno dalla stazione vicino all'aeroporto, corsa che avevo già prenotato da Internet. Qui subito una piccola vicenda che vale la pena raccontare. In uno degli ascensori dell'aeroporto stavo dentro con un tizio sulla 50ina il quale, non appena le porte dell'ascensore si sono chiuse, non ci pensa due volte e mi fa: "Tourist for one night?". Io inizialmente declino con poca convinzione. Allora lui mi spiega che poteva offrirmi una stanza a casa sua vicino al centro e che mi avrebbe fatto un prezzo di favore. Poi provo a spiegare al
tizio che ho già prenotato un hotel. Ma questo mi rifà la stessa tiritera. Da ciò mi rendo subito conto che da lì in avanti dovrò sudare per farmi capire con il mio inglese quando dovrò fare discorsi lunghi (fino al "no thanks" sembrava capirmi...ma poi "ai olredi ev a reservescion in hotel" sembrava non averlo affatto capito).

Una volta arrivato a destinazione, uscito fuori dalla stazione non capisco una mazza della direzione in cui devo andare. Mi fermo nello spiazzo e tiro fuori una mappa che mi ero stampato prima di partire dove ci stavano le indicazioni per raggiungere a piedi l'hotel. A quel punto vedo con la coda dell'occhio un ragazzo mulatto avvicinarsi verso di me con un giubetto giallo stile caterifrangente. Mi fa: "do you need some help?". Ed io gli dico che ho bisogno di raggiungere l'albergo. Al che prova a spiegarmi la strada ma, vedendomi più confuso di prima, mi consiglia di prendere un taxi. Dicendomi "Look my friend" mi indica con il dito che più avanti troverò ciò che cerco. Davvero gentile devo dire. Un altro pianeta rispetto a noi dove se chiedi una indicazione anche ad un vigile rischi che ti mandino dall'altra parte della città (oddio dipende sempre chi trovi :)...ed infatti avevo fatto presto a parlare.

Il taxi è un altro episodio da raccontare. Mi avvicino alla vettura e dico al tassita se mi può portare al mio hotel. Lui mi guarda e mi fa: "E' molto lontano..." come a volermi dire che probabilmente il tassametro alla fine emetterà una costosa sentenza. Al che lo guardo storto e gli faccio vedere il foglio stampato di Google Maps dove ci sta scritto che ci vogliono appena 1,5 km per arrivare a
destinazione. Lui imbarazzato cerca di difendersi come può e mi fa: "Nooo, sono circa 4/5 km da qui". Sto lercio voleva fregarmi i soldi. Ecco cosa intendevo prima con "dipende sempre chi ti trovi di fronte" e che "tutto il mondo è paese". La persona di prima è stata gentilissima mentre il tassista lo è stato mooolto meno. Alla fine ho pagato la corsa 7 sterline.

Veniamo adesso alle impressioni sulla città. A parte il tempo davvero uggioso, Manchester è una città fantastica. I palazzi storici mi ricordavano molto firenze, non so perchè. C'è da dire però che anche qui c'è qualcuno che spinge per il cemento, perchè dalla finestra a vetro nella stanza dove alloggiavo (sesto piano) si vedevano chiaramente due gru immense in mezzo a due grattacieli in fase di costruzione (quello di costruire a cazzo non è quindi solo un problema italiano). Per il resto, se non fosse per il freddo, penso che chiunque potrebbe innamorarsi di questa città. Io personalmente ho apprezzato
l'organizzazione dei trasporti, gli autobus elettrici, le aree di verde ben curate, insomma tutte cose che nella mia Siracusa appaiono miraggi. Probabilmente una persona non sposata apprezzerà molto anche la mondanità e la gran quantità di gnocca. In questo Manchester mi ha dato l'impressione di essere più una città per single che amano la topa.

Come mi dirà l'indomani una delle persone con la quale mi incontrerò, quasi a volermi prendere bonariamente in giro, è impossibile non trovare un italiano a Manchester. Infatti in 1 km di strada a piedi avrò contato almeno 6 ristoranti italiani, tutti con nomi pittoreschi (Bella Italia, il Padrino, Da Giovanni, etc..). Con Daniele siamo entrati in uno di questi posti dove persino la cameriera di colore (addetta esplicitamente al pepe nero ed al formaggio) parlava italiano. Daniele ha poi svelato il mistero: effettivamente era figlia di un italiano. Devo dire però che la ragazza era carina. Sarà che per me qualsiasi cosa che somiglia ad una straniera e che riesca a comunicare in italiano risulta attraente ai miei occhi, non fosse altro per l'impegno messo ad imparare la lingua, visto che l'italiano è uno degli idiomi più difficili da apprendere sopratutto per un inglese che coniuga un verbo nella stessa forma quasi per ogni persona! Relativamente al cibo (abbiamo mangiato pesce) posso dire che non c'è invece paragone con la nostra territorialità. La Sicilia ha dei prodotti che qualitativamente non hanno eguali. Le cozze a Manchester sembravano di plastica. Il gamberone era congelato del 33. Però in compenso la cucina era ben saporita, pepata e salata al punto giusto nelle portate standard. Purtroppo una delle cose che la globalizzazione sta rovinando sono proprio le tradizioni. Noi siciliani (come molte altre regioni italiane) abbiamo una tradizione culinaria che andrebbe davvero preservata. Il McDonald è uno svago che al massimo puoi passarti una o due volte al mese (e già è tanto!). Non può diventare un'abitudine mangiare lì, come di fatto fanno molti ragazzini accompagnati dai propri genitori. Dove è finito u bellu paninu sasizza e squaru (tradotto salsiccia e sudore) da Massimo? Alla fine comunque Manchester non mi è risultata nemmeno tanto cara. Il costo della cena è stato meno di 33 sterline circa per 1 antipasto di gamberone, 1 zuppa di cozze, 1 pizza, 1 risotto alla pescatora, 2 birre e 2 b!
 icchieri
 di coca cola.

Dopo una cena conviviale e del piacevole tempo trascorso a parlare del più e del meno, Daniele mi ha fatto entrare nel mitico "Copacabana". Non molto grande devo dire, però la prima cosa che ho notato è stata la multi-etnicità e la naturalezza con la quale si verificavano certi accadimenti. Le persone venivano anche a coppia e nel ballo si scambiavano i partner. Allora vedevi la brasiliana che finiva a ballare col l'inglese, il negrone africano che ballava con la biondona inglese o la ragazza dell'est che finiva nelle braccia del messicano. Personalmente sono stato in forte imbarazzo
perchè ero uno dei pochi in disparte che non ballava e mi sentivo osservato. Tanto che alla fine ho temuto che qualcuna potesse avvicinarsi e chiedermi di ballare. Lo temevo soprattutto perchè era stato Daniele a dirmi se volevo che mi presentasse qualcuna. Altri tempi mi sarei tuffato a patta sbottonata ma se lo avessi fatto in quell'occasione non sarei più riuscito a guardare mia moglie in faccia poi. Quindi ho preferito abbandonare il locale e congedarmi da Daniele.

Che altro dire. Semmai ce ne fosse bisogno, confermo in pieno quello che Daniele ha descritto in ogni suo post in merito all'ambiente Manchester nel suo complesso. Ovviamente gli auguro ancora ogni bene per
il suo futuro e per le scelte che pochi giorni dopo lo hanno portato in posti più caldi di Manchester. Che dirti Daniè...sono davvero contento che tu ce l'abbia fatta e che sia riuscito ad uscire da una situazione lavorativa che in Italia ti stava stretta. Peace and love!

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